NATURA

Val Concei

La Val Concei è costituisce il polmone verde della Valle di Ledro per via delle fitte foreste che la ricoprono e delle vette che superano i 2000 m, tra cui spicca il Monte Cadria (2254 m.). La Valle è composta da tre paesini: Locca, Enguiso e Lenzumo, che offrono per il loro carattere rurale numerose possibilità di escursioni a piedi e in mountain bike.

 

La Valle di Concei è attraversata dal sentiero naturalistico di fondovalle che percorre inizialmente i tre abitati di Locca, Enguiso e Lenzumo per poi addentrarsi nel bosco costeggiando la pista di sci di fondo di Chinaec e arrivando fino al Rifugio al Faggio. Il percorso è consigliato alle famiglie con bambini grazie al dislivello contenuto, al panorama sul bosco e sui monti cirsostanti e alla facile percorribilità. Un itinerario adatto anche epr chi vuole correre a contatto con la natura e per chi cerca un percorso mtb con poco dislivello ma con fondo sterrato.
Un'altra escursione da fare a piedi è quella del bosco fertile, un itinerario ad anello che permette di scoprire le varie fasce vegetazionali. 
Curiosità: la Val Concei (in località Al Faggio) ospita l’albero più antico della Valle di Ledro, un faggio secolare di 30 m.
Durante le vostre passeggiate potrete anche ammirare (con un po' di fortuna) la fauna selvatica del bosco (volpi, cervi, caprioli e lepri) o la flora tipica dell’arco alpino (abeti, larici, faggi, orchidee montane…). La Valle è inoltre attraversata dal torrente Assat che scende dal Monte Guì e si getta nel Massangla per poi proseguire verso il Lago di Ledro.

Nel 2018 gli scultori di Leder Legn si sono ispirati alla leggenda della Fata Gavardina per il loro seminario di scultura del legno. Il bosco davanti al Rifugio Al Faggio si è trasformato in una foresta incantata dove è possibile passeggiare tra gnomi, fate e stregoni.

La leggenda della Fata Gavardina

La leggenda narra di una fata chiamata Gavardina, il cui canto melodioso era motivo di benessere per gli abitanti della Valle di Ledro, i quali si sentivano cullati sotto la sua invisibile protezione. Un giorno la fata sentì nei pensieri dei Ledrensi un certo malessere, causato dalla presenza di alcuni insetti cattivi che mangiavano le foglie delle piante, motivo di disperazione dei paesani così affezionati alla natura della propria valle. La fata, essendo buona, non poteva in alcun modo distruggere questi insetti, ma conosceva il Mago delle Nevi della Val Rendena, il quale fu disposto ad aiutare la fata e i valligiani facendo risplendere la vegetazione con l’aiuto dei suoi folletti. Ma l’umore della fata non mutò, poiché vide che la Valle a causa di questa sventura era cambiata: i valligiani non trattavano più con amore la propria terra, lasciandola incolta e decadente. Così la fata fuggì negli antri umidi della Val di Fi, sopra la Val Concei. Da quel giorno non si sa se sia viva ancora, più nessuno sale lassù a bere alle sette sorgenti e ad ascoltare il suo canto. La Fata Gavardina ci ricorda come i nostri avi erano abituati a vivere le montagne Trentine ed il loro legame con la terra, che è stato radicalmente cambiato negli ultimi decenni. Questo può farci tutti un po’ riflettere…




La Valle di Ledro

Tutto quello che puoi trovare arrivandoal Lago di Ledro e dintorni

patrimonio unesco

palafitte

310 KM

MTB

200 KM

sentieri

animal friendly

spiaggia per i cani

>Lago di Garda 15Km
>Milano 200Km

>Brescia 80Km
>Verona 90Km

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